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Chi è il Notaio?

Chi è - e cosa fa - il notaio?

E' una domanda che mi viene rivolta spesso.

La risposta è complessa.

Per rispondere si può partire da cosa non è il notaio. Il notaio non è un giudice, perchè non decide in merito ad una controversia, ma come un giudice, è un pubblico ufficiale. Il notaio, inoltre, non è un avvocato, perchè non difende una sola parte, ma è una figura terza ed imparziale, che tutela tutti quelli che si rivolgono a lui; come l'avvocato, tuttavia, organizza la sua professione con mezzi propri e non forniti dallo Stato.

Il notaio, quindi, è un pubblico ufficiale, terzo ed imparziale - un "porto sicuro" - al quale rivolgersi in alcuni momenti molto importanti della nostra vita, come quando acquistiamo una casa, facciamo una donazione o un testamento, accendiamo un mutuo, costituiamo una società, ecc. Il notaio, in questi casi, ha il compito di ascoltare le parti e poi predisporre un atto, conforme alla loro volontà ed alla legge, da far sottoscrivere alle parti stesse.

In un Paese come l'Italia, dunque, nel quale la giustizia è, da sempre, lenta, costosa e poco efficiente[1], la funzione del notaio è importantissima, perchè (i) evita il sorgere di controversie che possono mettere a repentaglio i risparmi di una vita intera[2], (ii) dà certezza alle nostre operazioni[3] e (iii) tutela, nel pieno rispetto della legge, i nostri interessi[4].


[1] In Italia servono in media 514 giorni per concludere il primo grado di un processo civile, quasi mille giorni (993, per la precisione) per il secondo e ben 1.442 giorni per il terzo. In totale, dunque, poco meno di 3mila giorni (2.949) (quasi 8 anni!).

[2] E' stato calcolato che in Italia il contenzioso sugli atti notarili è solo lo 0,003%. Il famoso giurista Francesco Carnelutti scriveva: "Tanto più notaio, tanto meno giudice", con ciò intendendo dire che tanto meglio il notaio fa il suo lavoro, tanto meno vi sarà bisogno di ricorrere al giudice.

[3] L’atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso: (i) della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, (ii) delle dichiarazioni delle parti in esso riportate, (iii) degli altri fatti che il pubblico ufficiale afferma essere accaduti in sua presenza o anche essere stati da lui compiuti.

[4] Per la sua attività il notaio, in qualità di pubblico ufficiale, deve attenersi a precise regole fissate nel codice deontologico e dalla legge per garantire che: (i) l’atto notarile sia conforme alla volontà delle parti; (ii) l’atto notarile sia valido e quindi conforme alla legge; (iii) gli effetti giuridici dell’atto non siano pregiudicati da vincoli o da diritti di terzi (ad esempio ipoteche, pignoramenti, servitù, prelazioni, ecc.) di cui il notaio non abbia avvertito le parti.